Riccardo Donna, regista di “Cuori 2”

Riccardo Donna, regista di “Cuori 2”: «Non è solo una storia d’amore ma molto di più»

Riccardo Donna, regista di "Cuori 2"

Siamo nell’ottobre del 1968. Giunta un po’ a sorpresa, la gravidanza di Karen ha interrotto la relazione tra Delia e Alberto. Quest’ultimo deve fare i conti con il problema al cuore, mentre Luisa deve fronteggiare le conseguenze fisiche degli elettroshock subiti.

Nel frattempo, Cesare fa di tutto per riconquistare il controllo de “Le Molinette” e per scalzare il nuovo primario, Enrico Mosca, utilizza uno strumento diagnostico all’avanguardia.

Alberto, intanto, sviluppa un grande affetto per il piccolo Carlo fin dal primo istante in cui lo prende tra le braccia; analoga vicenda tocca a Delia, che si affeziona ad Anna, una neonata appena nata, salvata durante il parto che costa però la vita alla madre.

Le vicende di Delia e Alberto attraversano parallelamente la narrazione. Come non bastassero i già presenti ostacoli del cuore, lei riceve le attenzioni di un affascinante ispettore di polizia, Marcello Giraudo, che si trova all’ospedale per condurre un’indagine.

Quest’ultima riguarda una morte che potrebbe essere dovuta a un fatale incidente. O è stato commesso un omicidio? Questo e molto altro vedremo in “Cuori 2“, la serie televisiva di Rai1 – partirà il 1 ottobre in prima serata – interpretata da Daniele Pecci, Matteo Martani e Pilar Fogliati che ha tenuto incollati milioni di telespettatori con le loro vite.

Ancora una volta il timone è affidato alla maestranza di Riccardo Donna che gentilmente ha risposto alle nostre domande.

 

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Riccardo, partiamo dall’inizio. Perché fare una seconda stagione di “Cuori”?

Lo dobbiamo al pubblico; avevamo lasciato la storia aperta. Posso anticiparvi che ne vedremo delle belle.

Riccardo Donna

Perché, secondo te; i tre protagonisti della storia sono stati così amati dal pubblico?

E’ stato un mix di formule azzeccate a tal punto da entrare nella vita delle persone che hanno seguito la prima stagione. I tre protagonisti hanno un forte carisma e il loro ruolo è stato più che giusto.

 

Come li ritroviamo?

Tutto ricomincia a nove mesi da come li abbiamo lasciati. Oltre a un tempo presente, ci sono molti ritorni dal passato e questo non farà altro che aumentare la suspense del nostro racconto.

Riccardo Donna

Siamo nel 1968. Che tipo di periodo storico è stato?

Non sfiora i protagonisti più di tanto perché è tutto ambientato all’interno di un ospedale; emergono però il fervore e l’entusiasmo dei favolosi anni sessanta, un periodo storico che in Italia è cominciato più tardi rispetto ad altri paesi.

 

Ancora una volta il cuore è protagonista indiscusso della fiction. Antoine de Saint-Exupéry sosteneva: “Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. E’ davvero così?

Non ne sono molto convinto perché i protagonisti di questa storia utilizzano tutti i sensi insieme. Il cuore è la persona stessa, un organo e un insieme di sensazioni che portano al batticuore.

 

Riccardo Donna

Com’è il cuore di Delia? E di Cesare e di Alberto?

Sono cuori feriti ma in maniera diversa. Vivono il dramma d’amore nella costante ricerca della felicità che sembra non arrivare mai.

 

Li vediamo ridere, disperasi, amarsi, dividersi e molto altro. E’ questa la vita?

Certamente. In questa seconda stagione c’è moltissima vita a cominciare dai neonati presenti che portano a uno sguardo verso il futuro.

 

Cosa ti piacerebbe arrivasse al pubblico?

Non è solo una storia d’amore, ma molto di più. E’ la serie tv più elegante che la Rai abbia mai fatto e ne sono molto fiero.

Riccardo Donna

Riccardo Donna

Riccardo Donna

Riccardo Donna
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