Nicolò Pasetti in “Cuori 2”

Nicolò Pasetti in “Cuori 2”: «Il mio Helmut Becker è un giovane medico che crede nel cuore»

Nicolò Pasetti

Dopo diverso tempo di attesa, è ricominciato “Cuori” dal 1 ottobre su Rai1 con un grande entusiasmo da parte del pubblico. Giunto alla sua seconda stagione e diretto dal regista torinese Riccardo Donna, in queste settimane stiamo vedendo gli amati protagonisti districarsi tra lavoro e vita privata mantenendo fede al cuore, inteso sia come organo vitale ma anche come contenitore di sentimenti senza i quali l’esistenza non avrebbe senso.

Daniele Pecci è tornato a interpretare Cesare Corvara, il primario delle Molinette e fondatore del primo reparto di cardiochirurgia italiano. Insieme a lui ci saranno nuovamente anche Pilar Pilati (Delia Brunello) e Matteo Martari (Alberto Ferraris).

In questa stagione però si aggiunge il personaggio di Helmut Becker, un giovane medico che ha studiato a Berlino Est, luogo da cui scappa. A Torino la sua vita s’incrocerà con quella e Virginia, entrambi con un passato non facile.

A prestare anima e corpo al dottore, è Nicolò Pasetti, un giovane attore italo-americano nato a Berlino che stiamo scoprendo sempre di più in questi ultimi anni.

Del suo presente, con salti nel passato, e del suo futuro ne abbiamo parlato proprio con lui.

 

***

Nicolò, partiamo dall’inizio. Cosa ti ha portato a dire sì a “Cuori 2”?

Era impossibile dire di no. Il mio era un personaggio davvero molto interessante in una storia molto ben scritta e diretta. Portiamo sul piccolo schermo esseri umani con le loro forze e debolezze, in storie tridimensionali.

Nicolò Pasetti

Siamo nella Torino del 1968. Tu sei piuttosto giovane ma che idea ti sei fatto di quel periodo storico nella capitale piemontese?

Gran parte del set è stato ricostruito magnificamente e una piccola parte è stata girata davvero a Torino; è una città stupenda in cui, alzando gli occhi, a volte si vede il cielo e altre ci si sente come inglobati in essa. Torino è un mix perfetto tra un passato non dimenticato e lo sviluppo di tempi sempre più moderni.

 

Sei Helmut Becker, un giovane medico. Come lo descriveresti?

E’ un giovane molto preciso, diligente e anche piuttosto ambizioso, molto concentrato sul suo presente. Tenta sempre di fare del bene e di contribuire a creare un mondo migliore. Nel corso del suo cammino, sarà costretto a violare alcune regole. E’ un ragazzo molto umile, umano e molto grato di essere dove si trova.

Nicolò Pasetti

Da cosa scappa?

Da Berlino Est; in quei periodo la vita era governata da regole piuttosto severe, forse troppo. Le persone non potevano viaggiare, ascoltare alcune musiche, parlare di tutto e vestirsi come preferivano; l’esistenza non era libera. Helmut cerca proprio quella libertà che gli è stata negata, cerca di fuggire dal controllo severo dello Stato.

 

Per lui, il cuore cosa rappresenta?

E’ un ottimo medico; è curioso e interessato a capire come funziona, è un organo molto complesso. E’ in grande difficoltà a comprendere la complessità dei sentimenti che vanno a scontrarsi puntualmente con la ragione.

 

Il rapporto tra lui e Virginia come lo definiresti?

E’ molto innocente inizialmente, senza nessuna aspettativa. Sembra essere felice e ha reagito d’istinto. Successivamente troverà difficile lasciarsi andare a quest’amore per un passato molto doloroso.

 

Nicolò Pasetti

Tu e la recitazione: come scocca la scintilla?

Da sempre credo. Alle elementari, volevo sempre andare sul palco ed essere protagonista delle recite.

 

Germania, USA e Italia, tre Paesi importanti per te?

Fanno parte di me. Ho la stessa cura e precisione tedesca, condivido il coraggio americano di credere nei propri sogni e mi scorre nelle vene la stessa gioia di vivere dell’Italia.

 

Il 2017 per te è un anno molto importante, perchè?

Ero ancora un volto sconosciuto eppure questo non ha fermato il regista di “The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society” con star di Hollywood come Lily James e Michiel Huisman che mi voluto nel suo film. Gli devo dire Grazie.

 

Nel 2020 hai avuto la possibilità di lavorare nel film di Lucio Pellegrini che ha raccontato la leggenda della musica Renato Carosone; interpreti il famoso cantante e chitarrista Peter Van Wood. Cosa ti ha lasciato questo progetto? 

E’ stato molto importante per me  perché è stato il primo progetto in Italia. Ho avuto ottimi colleghi. Abbiamo girato durante il lockdown, cucinando, ripassando le battute e vivendo insieme. E’ stato un bellissimo progetto con la storia di un chitarrista d’eccezione.

 

Ti abbiamo visto partecipare alla serie tv Netflix “La legge di Lidia Poët” nel ruolo di Louis. La vera forza dell’avvocata, secondo te?

E’ stata bravissima nel suo mestiere, superando ostacoli e convenzioni sociali come pochi.

 

I tuoi prossimi progetti?

A breve, inizierò le riprese di una serie tv per Netflix sul mostro di Firenze.