Bianca Nappi in “Per Elisa – Il caso Claps”

Bianca Nappi in  “Per Elisa – Il caso Claps”: « E’ impossibile che nessuno si sia accorto di nulla»

Per Elisa - Il caso Claps

Uno dei casi di cronaca nera più dibattuti: gli omicidi di Elisa Claps ed Heather Barnett. Lo ricostruisce – sulla base del libro “Blood on the altar” di Tobias Jones e con la consulenza della famiglia Claps – la serie tv in tre serate “Per Elisa – Il caso Claps”,

prodotta da Fastfilm Srl e Cosmopolitan Pictures Limited, in collaborazione con Rai Fiction per la regia di Marco Pontecorvo, in onda dal 24 ottobre su Rai 1.

Per Elisa – Il caso Claps è la storia della ininterrotta battaglia di Gildo Claps e della sua famiglia per fare luce sulla scomparsa di Elisa, assicurare il suo assassino alla giustizia e sul perché la verità sia potuta rimanere oscurata per così tanto tempo.

Nel ruolo di Felicia Genovese, il pubblico ministero a cui viene affidato il caso della scomparsa di Elisa, troviamo Bianca Nappi, attrice che ben conosciamo.

Ne abbiamo parlato con lei.

 

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Bianca, perché hai detto sì a questa serie tv?

Sono una coetanea di Elisa Claps. Sono cresciuta seguendo la sua storia, oltre che non perdermi Chi l’ha visto su Rai3.

Ricordo bene il periodo della sua scomparsa e l’eco che fece nel Paese. E’ una grande storia che ne contiene molte altre, oltre che essere uno spaccato d’Italia. Il ruolo che mi è stato proposto era molto delicato e mi ha incuriosito molto.

Si trattava di un progetto per ricordare Elisa Claps e per un forte impegno civile.

 

La storia di Elisa Claps ha tenuto incollati alla verità milioni di persone. Perché, secondo te?

Perché tutti sarebbero potuti essere Elisa. Era una ragazza di 15 anni, di buona famiglia, come lo erano e lo potrebbero essere in tanti.

La storia della sua scomparsa è durata 17 anni tra misteri, storture e depistaggi, oltre che innumerevoli interrogativi che la stessa famiglia si è posta.

I suoi parenti hanno capito da subito che la risposta si sarebbe trovata dentro la chiesa di Potenza ma hanno dovuto aspettare un’infinità di tempo.

 

Per Elisa - Il caso Claps

Cosa aveva di speciale questa giovane donna?

Era una giovane di spiccata sensibilità e umanità. Non ha allontanato Danilo Restivo perché le faceva pena, constatando la sua grande solitudine.

Ha purtroppo peccato di ingenuità, ma ha sempre avuto una propensione verso gli altri; voleva infatti fare il medico.

 

Nella serie tv, vesti i panni di  Felicia Genovese. Come ti sei sentita interpretandola?

E’ stato molto interessante. Per me è stata una sfida e una responsabilità, affidandomi interamente alla regia di Marco Pontecorvo.

Era una donna piuttosto giovane che si è ritrovata a gestire un caso molto complesso, oltre che essere travolta dagli eventi.

 

In questo caso, verità e giustizia coincidono oppure no?

Assolutamente no. E’ paradossale che nessuno abbia trovato il corpo e che la famiglia abbia dovuto aspettare ben 17 anni.

Era nel sottotetto di una basilica di un capoluogo di regione, eppure nessuno ha visto e sentito niente nonostante la chiesa sia sempre rimasta in funzione. E’ impossibile che nessuno si sia accorto di nulla.

 

Cosa speri arrivi al pubblico?

La storia nella sua complessità. Abbiamo voluto ricordare Elisa e mostrare il coraggio di una famiglia che non si è mai arresa. Mi auguro che sia un monito a non sottovalutare i pericoli; in quegli anni lo stalking e la malattia mentale erano tabù.

 

Nuovi progetti?

“Il metodo Fenoglio” di Alessandro Casale su Rai1.