Vincenzo Ferrera in  “Per Elisa – Il caso Claps”

Vincenzo Ferrera in  “Per Elisa – Il caso Claps” su Rai1: «Ho portato il mio sguardo da padre sul set»

Vincenzo Ferrera in  "Per Elisa – Il caso Claps"

Prima o poi doveva succedere: la morte di Elisa Claps è stato uno dei casi più clamorosi della storia recente, avvolto in circostanze oscure, in una nebbia fitta che non si è mai diradata del tutto e dura anche adesso ed ecco che la rete ammiraglia ha deciso di raccontarla in prima serata.

Per Elisa – Il caso Claps” di Marco Pontecorvo – in onda su Rai1 da martedì 24 ottobre – è una miniserie in sei puntate di cinquanta minuti, tratta liberamente dal libro Sangue sull’altare di Tobias Jones e scritta con la consulenza della famiglia Claps.

Un’assolata domenica mattina del 12 settembre 1993, a Potenza: Elisa Claps, studentessa al terzo anno del liceo classico, esce di casa per andare a messa.

E da quel momento nessuno avrà più sue notizie, fino al ritrovamento del suo corpo 17 anni dopo, nel sottotetto della chiesa dove era stata vista viva l’ultima volta.

Ne abbiamo parlato con Vincenzo Ferrera che veste i panni di Antonio Claps.

 

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Vincenzo, partiamo dall’inizio. Cosa ti ha portato a dire sì a questa serie tv?

Era un’occasione imperdibile. Stimo moltissimo il regista, ho sempre amato i suoi lavori. Il cast era di tutto rispetto. Conoscevo bene la storia di Elisa Claps, ho sempre seguito Chi l’ha visto su Rai3. Inizialmente ero spaventato per il ruolo ma poi grazie anche ai truccatori mi sono sentito più tranquillo. La collaborazione con la famiglia Claps è stata totale.

 

Come definiresti Elisa Claps?

Era una ragazza di 16 anni come molte. Aveva i suoi pregi e i suoi difetti. Era una giovane normale, sorridente, piena di vita e con un futuro tutto da scrivere.

 

Vincenzo Ferrera in  "Per Elisa – Il caso Claps"

Come ti sei preparato per interpretare Antonio Claps?

Sono padre di un ragazzo di 15 anni. Ho portato il mio sguardo da padre sul set e la mia esperienza. Il trucco è stato fondamentale per avvicinarmi a un uomo di circa 70 anni. Gildo Claps si commuoveva ad avermi vicino perché purtroppo suo padre si è abbandonato al dolore. Alla fine delle riprese, si è avvicinato e mi ha abbracciato.

 

Come lo descriveresti? Che tipo di padre è stato?

Un uomo molto legato alla figlia. Ha accudito da sempre i suoi figli e ha vissuto per loro. Faceva la guardia giurata e ha sempre cercato di non far mai mancare nulla alla sua famiglia. Purtroppo è stato investito da un dolore insopportabile;  scegliere tra una vita senza la sua Elisa e morire ha scelto di lasciarsi andare.

 

Qual è stata la sua forza?

Senza sua moglie Filomena non so se ce l’avrebbe fatta; è sempre stata una donna fortissima, una combattente vera, la sua grande ancora. Ha scelto di ritrovarla e, una volta accertata la sua morte,  ha preferito lasciare questa vita.

Vincenzo Ferrera in  "Per Elisa – Il caso Claps"

Nel 2014 ci ha lasciato senza sapere la verità su sua figlia. Quale idea si era fatto, secondo te?

Lui e la sua famiglia avevano capito tutto; era consapevoli che il responsabile fosse Danilo Restivo, coperto dalla sua stessa famiglia e dalla Chiesa. I Claps sapevano di combattere contro muri di gomma.

 

Cosa ti piacerebbe arrivasse della serie tv?

Non si tratta di un omicidio come tutti gli altri, bensì un unicum nella criminologia italiana. Il nostro vuole essere una presa di coscienza di quanto accaduto, oltre che un omaggio a Elisa.

 

Nuovi progetti?

A febbraio uscirà  “Mare fuori 4” e qualche altro progetto per la Rai.