In the Land of Saints and Sinners dal 12 ottobre al cinema

In the Land of Saints and Sinners dal 12 ottobre al cinema

In the Land of Saints and Sinners dal 12 ottobre al cinema

Dal produttore di Eastwood, arriva un western d’Irlanda che lascia sullo sfondo i grandi schemi per concentrarsi su personaggi obbligati a scavare dentro sé stessi. 

Il peccato e la ricerca della redenzione. Sospeso tra Belfast e una cittadina costiera, In the Land of Saints and Sinners recupera il clima del cinema sul terrorismo dell’Irlanda del Nord con l’esplosiva sequenza d’apertura dove lo sguardo di Kerry Condon, nei panni della spietata terrorista Doirean, vorrebbe intervenire per salvare i bambini e la madre che, per un imprevisto, si sono fermati davanti al pub che sta per saltare in aria. Belfast, 1974.

In the Land of Saints and Sinners dal 12 ottobre al cinema

Tre terroristi, con a capo Doirean, hanno appena fatto esplodere un pub dove sono morte sei persone tra cui tre bambini. 

Durante la fuga si fermano presso la cittadina costiera di Glencolmcille dove vive Finbar Murphy, un uomo dall’oscuro passato che ora conduce un’esistenza tranquilla leggendo libri, andando a cena dalla vicina di casa ed è amico anche del poliziotto locale. In realtà ogni tanto torna in azione e regola vecchi conti in sospeso.

Un giorno vede dei lividi sul collo su una bambina del posto, figlia di una donna che lavora nel pub locale. Viene così a scoprire che vicino a loro si sono nascosti i tre terroristi.

Fa così di tutto per difendere la comunità locale dalla loro minaccia, anche se dovrà rinunciare a tenere nascosta la sua identità segreta. Per fare un film solido non c’è bisogno di strafare. 

Basta mettere i giusti tasselli negli giusti spazi del puzzle.

Ecco, The Land of Saints and Sinners è un film solido. 

In the Land of Saints and Sinners dal 12 ottobre al cinema

Fa le cose giuste al momento giusto. Soprattutto non fa il passo più lungo della gamba e lavora con mestiere sugli stilemi del genere di riferimento.

Lo dirige Robert Lorenz, alla sua terza regia dopo una lunga carriera da produttore e su sceneggiatura di Michael McNally e Terry Loane, ed è stato presentato in anteprima nella sezione Orizzonti Extra dell’80esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La linea narrativa di In The Land of Saints and Sinners è tanto essenziale quanto funzionale a innescare gli eventi che fanno precipitare la quiete di un posto dove nulla sembra mai accadere.

Un piccolo buco nell’entroterra brullo della brughiera irlandese, che Lorenz riprende in campi lunghi e accarezza sfiorandone il verde fino a scivolare dalle coste a strapiombo sul mare.

In The Land of Saints and Sinners a partire da questi ambienti spogli, dove tra un’abitazione e l’altra ci sono campi aperti e strade impolverate, pare quasi assumere i toni del western.

In the Land of Saints and Sinners dal 12 ottobre al cinema

C’è anche una sorta di saloon dove ci si ritrova a fine giornata, al di fuori del quale si consumerà poi, a un certo punto, una grande e violenta sparatoria. È un film costruito tutto sui caratteri e sugli archetipi:

il giustiziere che torna alle armi per vendicare e proteggere, i banditi che arrivano a turbare la pace, lo sceriffo che contro questa invasione può poco o nulla.

Emergono così le tre anime del film. La prima è quella storica-politica.

È una parte breve ma molto ispirata e felice. La seconda è quella action e, sotto questo aspetto Liam Neeson recupera tracce del personaggio di Bryan Mills della trilogia di Taken che però rischia di essere troppo esplicita e, paradossalmente meno incalzante, come nella scena della sparatoria nel pub.

La terza infine è quella più fisica, legata al paesaggio.