Anna Ferruzzo in “Per Elisa -Il caso Claps”

Anna Ferruzzo in  “Per Elisa – Il caso Claps” su Rai1: «Mai restare in silenzio se qualcuno sa»

Anna Ferruzzo

Elisa Claps esce di casa per andare a messa in un’assolata domenica mattina nel Settembre 1993 a Potenza.

Da quel momento in poi nessuno avrà più sue notizie, fino al ritrovamento del suo corpo 17  anni dopo, nel sottotetto della chiesa dove era stata vista l’ultima volta in vita.

Nel Novembre 2002 a Bournemouth, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, Heather Barnett, una madre single di due adolescenti, viene trovata in casa a terra, coperta di sangue, orribilmente mutilata.

Il giorno della scomparsa, Elisa Claps aveva appuntamento con Danilo Restivo, poco più grande di lei, proprio nella chiesa dove poi fu ritrovato il suo corpo. Danilo Restivo era anche il vicino di casa di Heather Barnett, e su di lui la polizia inglese appuntò presto i suoi sospetti.

Ci vollero anni per connettere i due delitti e far condannare il colpevole. “Per Elisa – Il caso Claps” di Marco Pontecorvo – in onda su Rai1 dal 24 ottobre – ricostruisce uno dei più sconvolgenti casi di cronaca nera recenti: gli omicidi di Elisa Claps ed Heather Barnett.

Si tratta della storia della ininterrotta battaglia di Gildo Claps e della sua famiglia per fare luce sulla scomparsa di Elisa, assicurare il suo assassino alla giustizia e sul perché la verità sia potuta rimanere oscurata per così tanto tempo.

Ne abbiamo parlato con Anna Ferruzzo, tra i protagonisti di questa serie tv.

 

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Cosa ti portato ad accettare questo progetto televisivo?

Quando mi è stato proposto il provino, ero molto emozionata. Conoscevo la vicenda di Elisa e ho sempre seguito “Chi l’ha visto”.

Ho sempre ammirato Filomena Claps, una madre, una donna, una leonessa per dare verità e giustizia a una figlia la cui vita è stata spezzata troppo presto. Inoltre assistere a depistaggi e omissioni è qualcosa di lacerante per una mamma.

Quando mi hanno detto che sarei stata lei, ho sentito il peso della responsabilità.

 

In questa fiction, raccontate il bene e il male. In che modo?

Parlerei piuttosto di verità e menzogna, di innocenza e  colpa. Abbiamo cercato di raccontare entrambi. Elisa e la sua famiglia sono il buono, il puro, l’amore vero e la semplicità; Danilo Restivo invece è l’esatto opposto, oltre che il disagio e la fragilità.

 

Anna Ferruzzo

Sei Filomena Claps. Come ti sei preparata?

Solitamente non mi avvalgo mai della rete attraverso cui cercare video e immagini. Questa volta invece sì.  Mi ha sempre colpito la voce fissa, precisa, parole molto puntuali, una voce che non mi lasciava.

Ho sempre avuto molto stima nei suoi confronti per la sua costante ricerca delle verità e per il grande amore per sua figlia.

 

Qual è la sua forza?

E’ il prototipo della vera madre. E’ lo scricciolo che diventa leonessa, è un gigante di coraggio. E’ realmente forte, caparbia, dignitosa, fedele nella ricerca della verità. E’ sempre emerso il suo atteggiamento affettivo.

Quando l’abbiamo incontrata ci ha detto: ” Metteteci il cuore perché noi l’abbiamo perso in questa storia”, motivo per cui ho cercato di fare del mio meglio.

 

Anna Ferruzzo

Come la descriveresti?

E’ una donna molto coraggiosa, mossa dal profondo amore per sua figlia. Per lei, ha rinunciato al suo rapporto con la Chiesa – complice della sua morte – nella ricerca della verità, una verità che sembrava non venire mai fuori.

Si è messa contro la comunità. E’ un esempio di emancipazione, è portatrice di verità. Ora a Potenza le portano rispetto. La famiglia non è mai stata risarcita interamente: troppe bugie, omissioni e depistaggi.

In quegli anni, non si parlava di stalking e di femminicidio; oggi nonostante se ne parli, c’è ancora molto da fare.

 

Per lei Danilo Restivo chi era?

Un ragazzo strano, disturbato e fragile; suo padre era molto conosciuto a Potenza. Filomena ha provato rabbia e pietà per questo giovane, un ragazza che magari avrebbe anche potuto perdonare se non avesse taciuto la verità tutti questi anni; lui stesso ha reciso la possibilità.

Elisa e Gildo lo conoscevano ma mai avrebbero pensato cosa avrebbe potuto compiere.

 

Possiamo dire che ha vinto il coraggio?

Sì, oltre all’amore e alla verità. Sono queste le tre linee guida di questa storia. Il dolore è enorme, eppure questa famiglia si è unita ancora di più.

 

Cosa ti piacerebbe arrivasse della serie tv?

Spero che i telespettatori capiscano che non si deve mai restare in silenzio, mai! La comunità di allora è stata complice e ha avuto un atteggiamento omertoso.

E’ impossibile che nessuno sapesse e nessuno sentisse le urla e i lamenti di Elisa ferita; se qualcuno l’avesse aiutata, probabilmente lei sarebbe ancora viva.

 

Nuovi progetti?

Il 30 novembre uscirà al cinema “Palazzina Laf” di Michele Riondino.

 

Anna Ferruzzo